Usi lo smartphone quando sei con gli altri?

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Siamo nell’era della generazione Z, dei nativi digitali e della digitalizzazione, tuttavia alzi la mano chi non si è sentita almeno una volta irritata davanti a quel collega che continuava ad usare il cellulare mentre noi stavamo parlando, oppure si è sentita trascurata e non ascoltata in compagnia di quell’amica che anziché guardarci negli occhi continuava a scrollare Facebook?

Ultimamente hai notato anche tu che in una conversazione appena c’è una domanda o una curiosità del tipo – Quanti libri ha scritto Bukowski? La Dickinson era lesbica? Come si intitola l’ultimo singolo di Beyoncé? – qualcuno estrae immediatamente il proprio telefono o chiama Siri per trovare la risposta?

Qualche tempo fa la domanda avrebbe creato un dibattito e avremmo nutrito la nostra voglia di partire alla ricerca di una risposta esatta e vasta. Ma oggi viviamo in un mood, atteggiamento mentale, in cui non possiamo aspettare. Dobbiamo avere la risposta ADESSO.

E, dopo che tutti si sono fermati ad ascoltare Siri, il più delle volte abbiamo dimenticato di cosa si stesse parlando prima! Il flusso della conversazione è sparito, come la nostra capacità di essere concentrati nel reale.

A proposito del mandare alle ortiche il flusso, sai che ogni volta che interrompiamo ciò che stiamo facendo (conversazione o azione) per rispondere a un messaggio o ad una chiamata, controllare rapidamente Facebook o Instagram, cercare rapidamente qualcosa su Google, ci vogliono dai 15 ai 20 minuti per portare il livello di attenzione su ciò che stavamo facendo prima di essere interrotti?

La quantità di tempo in cui siamo tutti collegati ai nostri smartphone è impressionante e dovrebbe farci riflettere. Vuoi un dato? Te lo do subito. Mediamente una persona passa online 6 ore e 58 minuti. Cosa vuol dire? Che passiamo 1/4 della nostra giornata nel mondo virtuale. E ciò che rende la questione più spinosa è che ci sono 3 elementi davvero preoccupanti:

  1. L’impatto negativo degli smartphone sul nostro bioritmo e sulla nostra vista.
  2. L’isolarsi nella realtà virtuale e tutto ciò che ne comporta.
  3. La virtualizzazione affettiva, ovvero emoticon che sostituiscono abbracci, pacche sulla spalla, sorrisi.

Detto ciò, forse dovremmo prendere in seria considerazione l’idea di fare qualcosa, non trovi? Ma cosa possiamo fare? Ad esempio potremmo:

  1. Usare meno lo smartphone e vivere di più. Posiamo il telefono quando interagiamo con gli altri, diamoci la possibilità di essere davvero lì con loro. Guardiamoli negli occhi, abbracciamoli, facciamo sentire loro la bellezza di essere insieme. Guardiamo un film, andiamo ad una mostra, facciamo cose nuove e divertenti, costruiamo ricordi memorabili. Facciamo sì che le nostre parole e le nostre azioni facciano sentire le persone che ci vengono incontro nella vita reale più importanti dell’oggetto che usiamo per connetterci. Usiamo in modo consapevole i nostri telefoni.
  2. Nutrire le relazioni. Sappiamo tutti che senza la nostra tribù, o il nostro clan, tendiamo a sentirci soli. Quindi perché non coltivare le relazioni e concedersi il lusso di vivere nella vera bellezza? Regalati del tempo per andare a cena con la tua migliore amica, per ridere a crepapelle con i tuoi conoscenti, per fare un’escursione con quel tuo amico che ama la montagna, per andare a pranzo dai tuoi, per fare un aperitivo con i tuoi colleghi. Fatti il dono di sentirti partecipe della vita degli altri e dona agli altri la possibilità di sentirsi partecipe della tua.
  3. Smettere di dormire con lo smartphone. Lascia il tuo telefono sul comodino e fai altro. Ci sono più di un miliardo di cose che puoi fare anziché dormire con il tuo smartphone. Ad esempio puoi leggere un libro. Oppure se hai un compagno o una compagna puoi fare del buon sesso. O se sei single puoi semplicemente chiudere gli occhi ed entrare in contatto con te, in qualsiasi forma tu voglia, con l’autoerotismo o con la meditazione.

A proposito di quest’ultimo punto, è ben documentato e studiato che la retroilluminazione blu sui dispositivi interferisce con la nostra capacità di produrre melatonina, un ormone cruciale necessario per stabilire uno stato di calma favorevole al sonno. Cosa significa? Significa che potresti avere difficoltà a dormire e ad addormentarti subito dopo aver usato il tuo cellulare.

Arrivate qui, penso sia chiaro che non è il nostro smartphone in sé il problema, ma la nostra incapacità di staccarci da ciò che rappresenta e che possiamo iniziare ad attuare delle strategie diverse per gestire questa nostra debolezza. Tuttavia, facendo dei piccoli cambiamenti potremmo restare sorprese di quanto tempo ci resta per fare alto e come potremmo sentirci meglio con noi stesse e con gli altri.

Tu come la vedi? Credi sia fattibile usare meno lo smartphone e godersi di più la vita? Fammelo sapere.

Ti abbraccio, Carmela. ❤️😊