IL SIGNIFICATO DELLA VITA SECONDO VIKTOR FRANKL

Stamane voglio scrivere di un uomo, Viktor Emil Frankl, e del pensiero sul significato della vita. Ci tengo a farlo perché la sua voglia di dare significato alla vita anche in momenti difficili, tipo la prigionia nei capi di concentramento, per me è stato un grande esempio di resilienza.

Viktor Emil Frankl, psichiatra austriaco e fondatore della logoterapia, venne internato in diversi campi di concentramento nazisti, tra cui Auschwitz e Dachau. Questa terribile esperienza, unita alla sua formazione (conseguì la laurea in medicina e si specializzò in  neurologia e psichiatria), gli permise di fare una grande riflessione a proposito del senso della vita. Riflessione che possiamo leggere nei suoi libri, e in particolare in Alla ricerca di un significato della vita.

In questo volume, Frankl, ribadisce che l’uomo, anche quando tutto il resto gli è stato tolto,  mantiene un’ultima libertà: quella di scegliere quale atteggiamento assumere in una determinata serie di circostanze. Difatti, dai suoi scritti, si intravede che,  nonostante abbia vissuto nelle peggiori circostanze, Frankl mantiene la convinzione per cui lo spirito dell’uomo può elevarsi al di sopra di tutto ciò che lo circonda. 

Quando si ha una vita interiore, poco importa, senza dubbio, da quale parte del campo ci si trova.

scriveva Etty Hillesum, anch’essa deportata ad Auschwitz.

Nella vita, chi più chi meno, o meglio in modo differente, tutti abbiamo attraversato periodi difficili, vissuto situazioni dolorose che non sapevamo come affrontare; tuttavia, nonostante i guru della vita facile e dalle numerose formule magiche, non esiste un antidoto che elimini realmente la sofferenza. L’unica cosa che possiamo fare concretamente è accettare il pensiero che la vita contenga anche la sofferenza. Ciò non vuol dire che dobbiamo compatirci o crogiolarci nel dolore. Assolutamente no. Dobbiamo imparare a pensare che non serve logorarci nella sofferenza o farla durare il più del dovuto e ad avere un giusto dialogo con noi stessi.

Dobbiamo saper vincere il nostro cattivo umore.

soleva dire Napoleone Bonaparte

Sia Frankl che Hillesum, ci dimostrano che il concetto di resilienza, ovvero la capacità di adattarsi e resistere agli urti, è connesso con quello di atteggiamento mentale e di rappresentazione mentale.

Chi ha una ragione per vivere è in grado di sopportare qualsiasi cosa.

ci insegna Friedrich Nietzsche

Tuttavia, la domanda è lecita, com’è possibile che, in tutte quelle barbarie (e stiamo parlando di uno dei più gravi crimini contro l’umanità)  sia Frankl che Hillesum, riuscissero a pensare che valesse la pena continuare a vivere?

Frankl lo spiega benissimo in Alla ricerca di un significato della vita, e la sintesi del suo pensiero si può racchiudere nella seguente frase: la vita ha senso in qualsiasi circostanza, anche nei momenti in cui non siamo in grado di comprenderlo.

Certo, potrebbe sembrare retorica da fautori del pensiero positivo, ma in realtà basta riflettere proprio sulla vita di Frankl… egli ha vissuto uno degli eventi più drammatici della storia… per capire e concretizzare che il senso della vita coincide con il nostro scopo. Difatti,  Frankl parla di disperazione come di un’operazione matematica: se una persona non riesce a dare un senso alla sua sofferenza, si dispererà. Se, invece, è in grado di dare un significato alle avversità, può trasformarle in forza. Dunque la disperazione è il risultato della sofferenza senza uno scopo. Infatti egli afferma anche che in qualche modo, la sofferenza smette di essere sofferenza quando trova un significato, come il significato di un sacrificio per un fine più alto. 

[...] Eppure, trovo questa vita bella e ricca di senso. [...] Il grande ostacolo è sempre la rappresentazione, non la realtà.

scriveva Hillesum nel Diario  

PERCHÉ HO VOLUTO SCRIVERE DEL SIGNIFICATO DELLA VITA SECONDO FRANKL?

L’ho fatto per due motivi.

IL PRIMO

Perché gli insegnamenti che si possono trarre dalla lettura di Alla ricerca di un significato della vita, e dalle vite, dai tratti tragici, di Frankl e di Hillesum, vanno tenuti in seria considerazione per migliorare il proprio modo di approcciarsi alla vita, soprattutto in un periodo storico-economico come il nostro (quello che io definisco il nullismo), dove l’uomo ostenta grandezze e rincorre il successo, la lode, con ogni mezzo per cercare di colmare il suo non saper darsi un senso.

IL SECONDO

Il messaggio.

Il significato della vita può essere latente in alcune circostanze, ma vivendo per uno scopo acquisiamo giorno dopo giorno un senso di valore, e ciò avviene proprio grazie a quello che facciamo e affrontiamo per avvicinarci al nostro traguardo.

“Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo.”

– Pablo Picasso

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