Coaching: cos'è e cosa non è

In questo articolo voglio fare un po’ di chiarezza su cos’è il coaching e cosa non è. Poiché in Italia sentiamo spesso parlare di coaching e di coach tuttavia, essendo una professione che si esercita secondo la Legge 14.1.2013 n.4, talvolta ciò che viene detto da taluni può sviare da ciò che è realmente il coaching. Dunque in questo articolo ti fornirò alcuni elementi per aiutarti a percepire cos’è e cosa non è il coaching.

Verso una definizione di coaching

Il coaching come professione nasce negli Stati Uniti, nell’ambito sportivo e con l’obiettivo d’incrementare il rendimento individuale degli sportivi professionisti.
Da allora, la pratica del coaching si è ramificata dando vita alle diverse tipologie di coaching che attualmente conosciamo, quali Life, Business, Parental… E, nonostante ciò, in un primo approccio potremmo concettualizzare il coaching come processo interpersonale tra coach e coachee (colui che riceve il coaching) in un determinato contesto d’azione, di tipo produttivo, relazionale, personale, e orientato a dei risultati. Poiché sia le differenti tipologie sia le tematiche che possono essere affrontate nello stesso, fanno sì che sia difficile offrire una definizione sufficientemente analitica del termine.
Tuttavia di seguito proveremo a darne una attraverso le definizioni degli competenti.

Cos'è il coaching

Secondo la Norma UNI 11601:2015: Il Coaching è un processo di partnership finalizzato al raggiungimento degli obiettivi definiti con il Coachee (e con l’eventuale committente). L’agire professionale del Coach facilita il Coachee nel migliorare le prestazioni professionali e personali mediante la valorizzazione e il potenziamento delle sue risorse, capacità personali e competenze. Queste influenzano il potenziamento dei risultati e più in generale del benessere del Coachee.

Per AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti): Il Coaching è un servizio professionale esercitato in diversi ambiti organizzativi, sia in forma di attività libera professionale che interna alle organizzazioni.

Secondo la SFC (Societé Française de Coaching): Il Coaching è accompagnare una persona partendo dalle sue necessità professionali, per lo sviluppo del suo potenziale e del suo saper fare.

Per la ASEAC (Associazione Europea Americana di Coaching): Il Coaching è un invito a notare, prendere coscienza e ridisegnare le presunzioni da cui ogni persona osserva la sua realtà. È un’opportunità per vivere una profonda trasformazione nella maniera in cui ogni individuo si relaziona con se stesso e con altri esseri umani. Il coaching propone un addestramento che permette di allineare le azioni con i compromessi, promuovendo la libertà e la passione, per arrivare a risultati straordinari nell’azienda, in famiglia, e nei distinti campi della vita.

Secondo ASESCO (Associazione Spagnola di Coaching): Il business coaching è un processo di addestramento personalizzato e confidenziale, realizzato mediante un vasto insieme di strumenti che aiutano a colmare il vuoto esistente tra la posizione in una persona si trova ora e dove vorrebbe essere.

Dalle diverse definizioni degli organismi nazionali e internazionali competenti in materia si evince che il coaching è un processo in cui il coach facilita la persona, o l’insieme di persone, nel migliorare quel che c’è da migliorare per raggiungere gli obiettivi, o le mete, desiderate.
Di seguito vedremo cosa viene associato al coaching ma non lo è.

Cosa non è il coaching

Spesso il coaching erroneamente viene associato ad altri processi d’intervento, come la terapia, la consulenza, la formazione, il mentoring, ma non c’è nulla di più errato.

Di seguito vedremo le varie differenze tra il coaching e gli altri processi di intervento.

Il coaching non è terapia
La prima differenza sostanziale tra terapia e coaching sta nell’obiettivo:  la terapia ha come obiettivo quello di “curare” una disfunzione o una patologia; il coaching, invece, ha l’obiettivo lo sviluppo del futuro della persona partendo dal suo presente.  Un’altra differenza tra terapia e coaching consiste nel tempo d’azione: la terapia indaga nel passato per scoprire cause; il coaching si rivolge, come già detto, a ciò che si può fare nel presente per determinare il futuro.

Il coaching non è consulenza
La differenza tra consulenza e coaching si basa sul fatto che il coach non dice al coachee cosa deve fare, è compito del coachee prendere le decisioni. Mentre i processi di consulenza sono basati sull’accettazione e l’attuazione di soluzioni proposte dagli esperti, i consulenti per l’appunto. Un’altra differenza sta nell’oggetto della consulenza, che di solito è riferito a strutture o sistemi. Al contrario, il coaching, si preoccupa in maniera esplicita della persona.

Il coaching non è mentoring
In relazione alle differenze tra coaching e mentoring, come processo in cui un senior (maestro) guida uno junior (apprendista) affinché questo sviluppi tutte le sue potenzialità come persona: fisiche, psicologiche, sociali, professionali…, la differenza fondamentale è la base su cui si realizza l’apprendimento che, nel mentoring è l’esperienza del mentore, mentre nel coaching, il coachee impara dalle proprie esperienze e conoscenze.

Il coaching non è formazione
La differenza tra formazione e coaching sta nello scopo di apprendimento. Nella formazione si trasferisce la conoscenza dal formatore alla persona, o al team. Nel coaching invece l’apprendimento è basato sull’esperienza diretta della persona.

Alcuni dati sul coaching

Coach professionisti nel mondo
47 mila
Coach professionisti in Italia
1500

Genere dei coach

Percentuali di coach uomini
40.4%
Percentuali di coach donne
59.6%

Livello di educazione dei coach

Maturità/Diploma
11.5%
Laurea
25.2%
Master/Dottorato
83.3%

Il coaching viene percepito come

Una professione
55.2%
Uno skill-set
44.4%
Una industria
0.4%

I dati dell’International Coach Federation (una delle massime organizzazioni nel settore del coaching, presente in 140 paesi) mostrano la crescita del coaching come professione. Difatti, anche in Italia, sempre più persone (alcune tuttavia anche di successo come ad esempio l’imprenditore Flavio Briatore, o sportivi del calibro di Federica Pellegrini, Alberto Gilardino, Clemente Russo, così come allenatori come Mancini e Capello) si rivolgono a coach professionisti per raggiungere i loro traguardi. Perché lo fanno? Perché il coaching è la metodologia più efficace per ottenere dei risultati duraturi in tempi rapidi.

Conclusioni

In linea conclusiva possiamo dire che il coaching è miglior applicativo che facilita, le persone o le organizzazioni, nell’ottenere risultati duraturi, colmando il gap tra ciò che esse sono adesso e ciò che vogliono divenire, e lo fa aiutando la singola persona a sviluppare quelle capacità che le servono per diventare chi vuole essere.

Credi che questo sia un buon articolo sul coaching? Pensi che il coaching possa esserti utile e vuoi maggiori informazioni?

Lascia il tuo commento o scrivimi un WhatsApp.

Namasté 🧡🙏😊
Carmela

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *